La nostra storia

L’ U.S. Arenzano dalla “nascita” (1962) al 1970 : i campionati della prima decade. (di Claudio Nucci)

Nei primi anni ’60 Arenzano non è ancora del tutto “cementificata”, eppure non c’è un campo di calcio….. già perché tali non possono considerarsi quelli “a sette” della Rue e dei frati. La palla quindi rimbalza spesso per strada in Nastré, sul piazzale dei Bagni Lido o sui prati di via  Manni.

A dare una maglia a quei ragazzini (e ad iscriverli ad un torneo della F.I.G.C.) ci pensa, a fine estate del 1962, l’ Avv. Antonio Calcagno.   E’ il Campionato Provinciale Allievi ed una nidiata di sedicenni, schierati in campo da Eugenio Monteforte, inizia a “difendere il nome” di Arenzano al di là dei confini del paese, fissati dai rii Lerone e Lupara.

Non c’è una sede……  giocatori e dirigenti si ritrovano al Bar Calcagno, fra una focaccia al formaggio ed una partita a “flipper”, oppure davanti alla TV in bianco nero che trasmette in differita, la domenica sera, solo un tempo di un incontro di Serie A fra quelli disputati nel pomeriggio. In Cile si sono appena giocati i mondiali di calcio e la nostra Nazionale, rinforzata dagli oriundi Sivori, Altafini e Maschio, è tornata a casa con le “pive nel sacco”, dopo una sconfitta a Santiago contro i padroni di casa di Jorge Toro, che si è guadagnato così un ingaggio con la Sampdoria.

Servono appassionati dirigenti per passare dal calcio “parlato” a quello “giocato” e dare vita ad una società sportiva destinata a crescere negli anni……. sono Silvestro Scarsi, Luigi Elena, Giò Schelotto, Francesco Mura, Augusto Fantoni, Angelo Ferro, Oreste Pacini, Aristide Dotti, Antoniotto Invrea, Franco Rodà, ai quali si aggiungeranno – un paio di stagioni dopo – Gianni Pagani e Baciccin Calcagno.A001L’anno successivo (’63/64) l’iscrizione viene fatta al Campionato Provinciale Juniores e solo il lancio di una monetina da parte dell’arbitro, al Multedo di Pegli, impedisce all’Arenzano l’accesso alle finali regionali.   Della rosa fanno parte tre “fuori quota” per età (Mario Gavazzi, Emanuele Schelotto e Silvio “Peghiggia” Calcagno), gli altri sono tutti giovanissimi ( Dino Chiossone, Luciano Profumo, Berto “Berù” Calcagno, Lorenzo Chiossone, Lazzaro “Balin” Damonte, Mario Grossi, Tino Valle, “Gian Gian” Giusto, Mauro Bigazzi, Gianni Salomone, Edoardo “Mario” Domaneschi, Giancarlo Elviro ) , ma già pronti per confrontarsi con i “grandi” ed allora nel 1964/65 ecco l’iscrizione al Campionato di Terza Categoria, subito vinto alla grande con l’aiuto di qualche “vecchietto” poco più che ventenne (Giacomo “Chebò” Calcagno, Renzo Muratore, Vincenzo Chirone, Puccio Mura, Angelo “Parequa” Mosconi).

Per affrontare il Campionato di Seconda Categoria  (’65/66) arrivano i rinforzi (Gianni Censini, Carlo “Bagheu” Damonte, Gianni “Siaula” Calcagno, Ubaldo Robello), più pochi “foresti” (Carlo Pozzi, Gianluigi Mattioli), ma l’ossatura (e lo sarà per tutti gli anni ’60) è costituita dagli ex juniores che per primi hanno indossato la maglia canarina.  Il mister è Benito Danzani, un “sergente di ferro” alla Eugenio Bersellini,  capace di “difendere” i suoi ragazzi anche fisicamente (al Torbella di Rivarolo, in una “mischia” senza uguali o forse sì, ve ne fu una di pari intensità nel ’69 a Borghetto Santo Spirito), ma anche un antesignano per la categoria, un vero “professionista” che oltre a guidarli in campionato, porterà i “suoi ragazzi” a fare incetta di medaglie nell’estate del ’66 nei tornei notturni “a sette” in voga in quegli anni (al precitato Torbella, a Ceranesi, nella Pineta di Arenzano, in quest’ultimo con un Mede Zannini all’epoca fra i pali).

Nel 1966/67, grazie alla partecipazione al girone savonese, le trasferte vedono l’ U.S. impegnato sui caldi campi della Val Bormida, dove ogni partita ha un contorno di pubblico veramente numeroso (è noto il calore con cui i valligiani seguono le loro squadre, ma anche la passione degli arenzanesi in quel periodo non è da meno). A Cengio, Carcare, Millesimo, Altare sono battaglie, mentre il campo di casa ad Arenzano è “in alto mare” ! Viene anche tagliato un nastro di inaugurazione a Terralba, ove ora c’è il “Borgo Tinto”, ma passeranno anni prima che finalmente si trovasse il sito idoneo ove ora è il “Nazario Gambino”.

Seguono due anni di transizione (’67/68 e ’68/69), prima di arrivare all’ultimo campionato della decade anni ’60 (il ‘69/70), in cui l’ U.S. si presenta competitiva per cercare il salto di categoria. Il mister è ora Mario Zacconi, un altro dei famosi allenatori dei canarini (che con Danzani è stato fra i fondatori della A.I.A.C. Liguria, con Fulvio Bernardini autentico ideatore) e quell’anno dà filo da torcere alla “Colombo” di Cogoleto, guidata dall’allenatore/giocatore Giuseppe Recagno, che solo pochi anni prima giocava nella Sampdoria con Ocwirk, Skoglund e Cucchiaroni.  Nella rosa di quell’anno intanto, oltre al “veterano” Elvio Rumazza (ex Albenga), iniziano a cercare spazio i giovani Claudio Zannini, Luigi Gambino, Nico Damonte e Giovanni Delfino (oltre ai “foresti” Marchini e Campiciano), con molti ex juniores degli esordi ancora a farla da primattori.

La promozione non arriva, ma vengono poste le basi per i successivi trionfi degli anni successivi : nel 1970/71 l’ U.S.Arenzano inizia la scalata che nel tempo porterà la squadra fino alla Serie D.

Claudio Nucci

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